Non sapevo cosa aspettarmi da questo lavoro solista di Jónsi: un album piatto, senza la fantasia di arrangiamenti degli altri tre Sigur Rós? Un cd che si ripete sullo stile della band? La risposta è stata sconvolgente: il mondo fatato di Jónsi è ancora tutto lì, in tutta la sua celestiale splendida bellezza. Nuove energie, nuove speranze per un mondo luminoso, come dice in “Go Do”: Go scream, do shout, make an earthquake… we should know that we can so everything (Vai, urla, fai, grida, causa un terremoto.. Dovremmo sapere che possiamo fare tutto), o in “Animal arithmetic”: Everything’s full of life (Ogni cosa è piena di vita). Sospetto che molta di questa positività derivi da Alex Somers, produttore del disco, nonché compagno di vita di Jón Þór (aka jónsi). In “Boy Likkiboy” sembra dirgli: Wild be my boy, you burn so bright (Selvaggio, sii il mio ragazzo, bruci così intensamente). “Tornado” è per ora la mia preferita, quattro minuti di pelle d’oca alta un metro, tra violini strazianti e pianoforte malinconico. “Kolnidur” e “Grow Till Tall” sarebbero quelle canzoni che vorrei per il mio funerale, epiche. Tutto è impastato in una meravigliosa miscela perfettamente omogenea, che trasporta le anime in altre dimensioni, che le parole sembrano tutte insignificanti al confronto. Chiudendo gli occhi sembra di sentirci vite di uccelli in volo, vulcani che esplodono, persone che fanno l’amore, bambini che ridono, il vento tra le foglie degli alberi, e i raggi del sole che splendono. I continui crescendo musicali si fanno sentire in tutte le canzoni, facendo accelerare i cuori. Esplosioni di luce. Se cercate un album che sia molto più di semplici accordi, se cercate emozioni intense, se ne cercate tutte le gamme, tutte le sfumature, e tanta meraviglia, questo è il cd giusto. Ultima ma doverosa menzione per la grafica e per il video che accompagna il singolo “Go Do”: colori in rima, emozioni in poesia, impressioni evanescenti, sempre a voler imprimere sensazioni. Jónsi crea bellezza. Jónsi, e tutto quello che gli gira intorno, è, in due parole, pura magia.
Jónsi - Go
– 21 aprile 2010