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Röyksopp@Disconnect festival, Mestre

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L’ attesa, fino alle 23.00, è stata quasi snervante, anche se allietata da molti validi gruppi, e la durata del concerto non ha soddisfatto a pieno il mio bisogno di immergermi nell’impetuoso mondo del duo norvegese dei Röyksopp, ma alla fine ne è valsa decisamente la pena: un concerto intenso e passionale, con una grande interazione tra la band e il pubblico, in particolare ha stupito Torbjørn, il quale durante ogni pausa si è espresso in pensieri personali e svaghi orali. Svein, invece, si è concentrato di più sulla messa in scena mimica, interpretando il fascinoso robot dall’armatura rossa del video The Girl and the Robot. La bionda cantante Anneli Drecker, che per la seconda volta li ha seguiti in tour, bene ha interagito durante la scenetta, che ha divertito il pubblico.
Durante il concerto sono state presentate le canzoni del loro nuovo album, Junior, un concentrato di ritmata follia, di suoni secchi e ruvidi ma miscelati per creare calore, che ti strema con convulsi movimenti fino all’ultima canzone, un album magicamente ed elegantemente danzereccio, meno ambient dei precedenti e più dance, di classe come solo loro sanno creare. La musica dei Röyksopp rende impossibile stare fermi, pervade di pulsante energia ogni fibra del corpo, ed emoziona.
La scaletta ha previsto pezzi nuovi,
come Röyksopp forever, Happy up here, Tricky tricky, You don’t have a clue, e in particolare The Girl and the Robot, che ha fatto muovere parecchio le braccia ed emettere fischi di approvazione, insieme ai loro brani diventati già classici, come Remind me, Eple, What else is there, rivisitata ma sempre entusiasmante, e Poor Leno, che come al solito ha fato scatenare la platea, che si muoveva inevitabilmente ipnotizzata e con un sorriso permanente sulle labbra. Quindi, in
conclusione: magnifici.

Posted in Live, Musica.