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Mi Ami Ancora (?)

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In molti l’hanno pensato, per una notte Milano è stata un po’ come Berlino

quindici ore di musica, quasi cinquanta live  e una cornice non abbastanza grande

ad ospitare tutto questo quindi le aspettative con numeri difettati per una volta per fortuna sono stati un errore.

Al Leonka non si è stranamente patito il freddo, e i mostri innamorati hanno fatto il loro lavoro hanno attaccato questa città.

Il Mi Ami Ancora è indubbiamente riuscito, si è parlato di quasi otto mila persone e

non stento a crederci, ad un certo punto non ci si muoveva più.

Iniziano gli Stardog a cui però presa dal curiosare iniziale tra le bancarelle non presto molta attenzione, non posso farvi un elenco di tutti i live così vi parlo di quelli che più mi hanno colpito.

Gli Iori’s Eyes esibiti al Baretto creano belle atmosfere tanto svedesi tanto Ikea

tanto nord europa e a me proprio per questo garbano molto,

subito dopo ci sono gli Heike has the giggles,  bravi ma non adatti ad esibirsi su

quel palco forse sarebbe stato il caso di metterli prima in scaletta e dargli uno

spazio in grado di farli apprezzare al meglio, tipo il palco principale.

Detto ciò io sono sempre più innamorata de il Pan del Diavolo, viscerali crudi

genuini gran bel live e il Baretto quasi è esploso…

Moltheni sale sul palco e ragazzi… un live superlativo, un grande mostro innamorato sì sì!

Infine concludo con i Krisma, questi ragazzi nonpiùgiovani sono stati una piacevolissima sorpresa, ero praticamente rapita dalla loro presenza un punk new wave propedeutico.

L’esperienza “mi ami” la consiglio nuovamente ti permette di incontrare realtà che probabilmente di tuo non avresti messo nell’ipod ti mette in un bel pentolone tanti suoni tante parole diverse ma che hanno in comune l’onestà di non essere pre-cotte.

La chicca di questo evento è stata anche l’area “riposo”  con le sue amache che se posso, suggerisco di creare anche per la versione estiva.

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Ci sono live che causa birre, imbarazzo della scelta, strani effetti collaterali non ho visto o seguito con disattenzione,per fortuna c’era Luca che ora vi racconta.

a cura di Federica Folino G.

foto © Elisabetta Bellosta

Death of Anna Karina e The Hourmonauts

(a cura di Luca Sacco)

Tra cazzeggi vari arrivano sul palco grosso (quello del salone) i Death of Anna

Karina e subito si capisce che il livello sta crescendo, annunciano che questo sarà

il loro ultimo concerto in inglese e poi partono senza lasciare prigionieri, peccato

per l’acustica che non li ha assolutamente favoriti, ma rimangono una bellissima

realtà.

Dj Gruff saliva e riscaldava l’ambiente oramai al limite della capienza e gli

Hormonauts godevano del più bel colpo d’occhio che il Leonka potesse offrire,

8000 persone pronte a scatenarsi con il sempre vecchio e caro rock and roll, very

cool, e con il cameo di “cazzofigatanikky” per una versione casareccia di great

balls of fire.

In ultimo segnalo i Krisma, storico ensemble punk new have italico, grazie di

esistere e di crederci ancora.

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Posted in Live, Musica.