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The Wizard Project

logo-wiz2Ho intervistato Stefano Verderi, chitarrista delle Vibrazioni, che ha deciso d’intraprendere, parallelamente alle Vibra, un suo progetto solista, chiamato “The Wizard Project”. Dimenticatevi per una mezz’oretta (durata dell’EP) delle sonorità pop tipicamente italiane, perchè qui abbiamo a che fare con dell’hard-rock vecchio stile davvero niente male, che strizza decisamente l’occhio all’America e all’Inghilterra…

1- Stefano, parlami un po’ di questo tuo progetto “The Wizard Project”…

Ho iniziato a dedicarmi a questo progetto circa un anno fa, fuori dalle Vibrazioni. Ho sempre voglia di suonare e dato che con le Vibra eravamo un po’ fermi, avendo un po’ di tempo a disposizione e un bel po’ di mie canzoni nel cassetto che aspettavano soltanto di essere tirate fuori, ho deciso di dare vita ai “Wizard Project”. Con questo gruppo propongo un genere molto diverso da quello delle Vibra, me ne sono voluto distaccare volutamente. Per questo progetto mi hanno aiutato amici di vecchia data. Sono stato fortunato, perchè le persone che ho deciso di coinvolgere in questa nuova avventura si sono rivelate perfette! Il batterista, Marco Cucuzzella, è un mio amico d’infanzia, che aveva già suonato con me in un gruppo antecedente le Vibrazioni, e lo stesso Giorgio Cuccurugnani, il bassista e Leonardo Angelicchio alle tastiere. Insomma, siamo tutti amici da una vita.

2- Come mai hai deciso di cantare in inglese?

E’ stata una scelta ben precisa, una sorta di ribellione. Prima di tutto perchè penso di saperlo abbastanza bene, dato che ho vissuto per due anni a Los Angeles, in secondo luogo perchè le mie influenza musicali sono tutte anglosassoni. Terza questione, ma non meno importante, è che io solitamente in una canzone non do molta importanza al testo. Piuttosto mi sono ribellato all’importanza che questo paese da al testo e cioè in maniera sproporzionata rispetto all’arrangiamento musicale, anche se comunque rispetto la “nostra tradizione cantautorale”. Inoltre ho deciso di cantare in inglese perchè così posso dire quello che voglio, tanto di certo non saranno in molti a capirmi.. Ad ogni modo in studio di registazione c’erano degli amici di Filippo Graziani (che mi ha aiutato molto per questo EP) che venivano da New York e sentendomi cantare in inglese hanno detto che ero molto bravo, quindi…

3- Questo è il tuo side-project al di fuori delle Vibrazioni, ma come farai a conciliare entrambe le cose?

E’ un side project, appunto e quindi viaggia su binari paralleli. Cercherò di far conciliare tutto e di gestire bene gli impegni. Sai, in Italia è più difficile accettare l’idea che un componente di un gruppo si dedichi anche ad altri progetti, invece all’estero (vedi Josh Homme, Dave Grohl ecc.) questo modo di lavorare è molto più ben accetto. Anche il mio batterista e bassista vengono da altri progetti, indie e hard-core.

4- Quali sono le tue influenze musicali, a chi t’ispiri?

Bè, come influenze chitarristiche sicuramente a Jimi Hendrix, Jimmy Page, Blackmore, questi sono gli artisti che mi sono sempre mangiato a colazione. In questo progetto ho tirato fuori il mio lato metal, dato che ho sempre ascoltato i Metallica, gli Iron Maiden, gli AC/DCD. Sai, da giovane avevo i capelli molto lunghi, orecchini, vestivo con i jeans attillati. Ora ho 35 anni, sono cresciuto e naturalmente sono cambiato, ma musicalmente sono riuscito a raggiungere soltanto ora quel sound heavy-metal che ho sempre agognato.

5- Ho notato però che nei tuoi pezzi ci sono anche delle parti melodiche e anche molto romantiche se vogliamo..

Sì, perchè io ascolto anche molta musica melodica, dai Beatles a Battisti e quel sound potrei dire che deriva un po’ dalle Vibrazioni. In fondo in Italia la linea di un pezzo melodico po’ condurre a Gigi D’Alessio oppure anche agli Afterhours..

6- Come mai questo nome, “The Wizard Project”?

Bè, perchè è il progetto di Wizard, che sarei io. Wizard è il mio soprannome, che mi è stato dato da Garrincha tempo fa. Ha iniziato a chiamarmi “il mago della chitarra” e da lì è rimasto per sempre “The Wizard”. Inoltre ho voluto usare la parola progetto per dare proprio l’idea di esperimento, che non so neanche io dove porterà e se avrà un termine oppure no…

7- Questo tuo Ep possiamo defenirlo un assaggio dei “The Wizard Project”. Che progetti avete per il futuro?

Faremo sicuramente molti concerti dal vivo, perchè questo disco nasce per essere suonato dal vivo. L’EP è una sorta di biglietto da visita, che oltretutto è stato registrato praticamente live, anche se ho cantato successivamente e poi montato il tutto. Avevo bisogno di recuperare la dimensione da pub, suonando in posti piccoli e assurdi, cosa che con le Vibra ho perso nel 2002. La cosa triste è che trovare dei locali dove suonare a Milano è diventato quasi impossibile, è cambiato tutto dal 2000 ed in peggio! Inoltre non esiste che le band emergenti debbano suonare gratis! So che per il disco ci vorrà molta gavetta, nonostante io sia il chitarrista delle Vibra, ma il bello sarà anche questo. L’EP mi serviva per le recensionim, diaciamo così. Speriamo di riuscire ad organizzare un mini tour al più presto..

Per maggiori informazioni: www.myspace.com/thewizardproject

Posted in Dischi, Musica.