
I Sigur Ros meneghini, si amo definirli così e non per doverli etichettare ad ogni costo ma perchè credo, essendo i LGB ancora ahimé poco conosciuti, possa esser un bel complimento e buono spot per chiunque voglia approfondire la loro conoscenza.
Ovviamente non sono una mera copia del quartetto islandese anche se sicuramente ne si sente l’influenza.
Il loro dream pop seppur non influenzato dai geyser, dalle aurore boreali e dai sei mesi di luce e sei mesi di oscurità riesce a dare quel tocco di atmosfera onirica e cittadina che ben li contraddistingue.
Poco tempo fa parlando con loro mi dissero che Milano era un’influenza relativa e la mongolfiera stava proprio a significare il volersi distaccare da quella realtà. Questa credo sia la forza dei Le Gros Ballon comporre musica rarefatta, sognante, perchè dalla mongolifiera si possono osservare nuovi paesaggi che durante la normale consuetudine non si riescono a percepire e soprattutto apprezzare.
Esiste poesia anche negli ambienti più razionali che loro riescono a rendere più dolci ed affascinanti.

http://www.myspace.com/legrosballon