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The Big Pink

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A Brief History Of Love

 [...] Il biglietto da visita recita ‘rock elettronico, shoegaze, noise-pop’ e la definizione non va molto lontana dalla realtà dei fatti perché ABHOL è un riuscito (seppur non originalissimo) mix di chitarre distorte, synth sporchi, muri del suono a volte eccessivamente noisy (si ascolti Too young to love, il primo singolo pubblicato) ma che viaggiano al limine tra il frastuono furbamente riverberato e l’inno da stadio (At war with the sun e l’ultimo singolo Dominos, ad orecchio e croce il più commerciale, oltre quello che in questo momento fatica ad uscirci dalla testa: cori e coretti ripetuti come mantra qui non mancano, rimandandoci appunto ai “Glasvegas” e anche al cantato del leader dei “Black Rebel Motorcycle Club”).

            Nonostante queste premesse, per stessa ammissione dei due, ABHOL sostanzialmente parla dell’amore esaminandolo nei suoi vari aspetti (le ragazze, le rotture, il sesso, l’auto-commiserazione depressiva tipica dell’adolescente) e momenti di sconforto, esaltazione, ironia e rabbia: undici tracce che vanno dalle ballate, forse i momenti meno riusciti del disco (si prenda Love in vain, un amore che è finito, dove Furze canta, in un impeto emo-disperato, robe del tipo “if you really love him, tell me that you love him again”, e che fa il paio con il poco ottimistico “we’re better off dead” dell’ultimo brano), alle tracce che non disdegneresti di ballare (Too young to love) a quelle invece da ascoltare a tutto volume. È il caso del brano di apertura, Crystal visions, manifesto programmatico oltre che uno dei due-tre momenti migliori dell’intero disco: epica apertura costruita sul muro del suono di cui sopra, un crescendo martellante dalla lunghissima intro e dagli echi monumentali che rimangono anche dopo che si è arrivati alla fine delle undici tracce.      [...]

Sintetizzatori, amore, inni, chitarre distorte, anima e drum machines sono un azzardo  eccessivo? Non lo sappiamo, ma questa sorta di manuale fragoroso e distorto di psichedelia amorosa merita di essere ascoltato, che sia sfruttando la potenza dello stereo o ascoltandolo nell’intimo delle cuffie del proprio lettore mp3. ABHOL è un signor disco d’esordio e quella dei “The Big Pink” non dovrebbe essere una semplice ’scappatella’, pardon, una breve storia d’amore.

 

Per leggere il testo completo cliccare qui http://ilraffo.wordpress.com/


 

Posted in Dischi, Musica.