E’ tornata, finalmente, dopo un’attesa di soli due anni dall’ultimo album “American Doll Posse” . Stiamo parlando di Tori Amos, una delle icone del rock per antonomasia, a conferma del fatto che per essere “rock” non bisogna obbligatoriamente suonare la chitarra elettrica con l’effetto del distorsore attivato. Tori infatti è una pianista, una delle migliori pianiste in circolazione dagli inizi degli anni ‘90 e con “Abnormally Attracted To Sin”, la Amos è intenzionata, ancora una volta, a stupire i suoi seguaci e non solo. Il suo nuovo lavoro è composto da ben 17 tracce, ma a questo ci siamo oramai abituati.
La novità, che potrà piacere oppure far distanziare i fans più accaniti ancora troppo affezionati ad album come “Under the Pink”, “From the Choirgirl Hotel “, “To Venus & Back” e molti altri ancora, è che la cantante ha deciso di rendere protagonista una musica meno essenziale, più barocca, se così si può dire, usufruendo in larga parte dell’elettronica. “Abnormally Attracted To Sin” molto probabilmente non verrà osannato come gli album da noi prima citati, proprio perchè il pianoforte, elemento fondamentale nelle composizioni della Amos, non viene messo in prima piano, almeno non in tutte le canzoni.
Brani come “Maybe California”, “Curtain Call”, “Starling”, “Ophelia”, “Mary Jane” e il primo singolo estratto “Welcome To England”, sono quelli maggiormente vicini allo stile inconfondibile di Tori, ma mancano, senz’ombra di dubbio, i virtuosismi che hanno reso l’artista famosa in tutto il mondo e ai quali la Amos ci aveva spesso abituato duranti tutti questi anni. Unica particolarità davvero degna di nota, (come sempre del resto) la sua voce, bellissima e sensuale, che compie voli pindarici canzone dopo canzone, forse anche dove non ce ne sarebbe stato bisogno. Tori Amos è un’artista davvero a tutto tondo, si sa, una compositrice unica nel suo genere, che con le sue canzoni ci ha fatto semplicemente sognare.
Chi non si ricorda l’assolo di piano di “Cornflake Girl”, che rimarrà per sempre nella storia della musica? Insomma, l’ammaliatrice in questione ci è sempre piaciuta e continueremo ad amarla in saecula saeculorum, ma probabilmente dopo 15 lunghi anni di carriera, anche un’artista come la Amos ha semplicemente avuto una leggera mancanza d’ispirazione, nonostante la sperimentazione e l’azzardo non manchino comunque in questo “Abnormally Attracted To Sin”. Dopo tutto quello che è stata in grado di donarci questa fata/strega dai capelli rossi, sia a livello musicale che di profondità delle sue parole, bocceremmo questo “Abnormally Attracted To Sin”?
Assolutamente no, obiettivamente parlando però, ma consigliamo vivamente ripetuti ascolti dell’opera in questione.