Avete presente quella band nata agli inizi degli anni 80? Quella chiamata Depeche Mode? Bene, dopo essere stati dati per spacciati innumerevoli volte, hanno pubblicato da poco il loro 12esimo album: “Sounds of the Universe”, l’ennesima splendente perla che non ha fatto altro che confermare la grandiosità di questa band.
L’attesa per questa release è stata lunga, ma finalmente il 17 aprile ho avuto in mano il “deluxe box set”, un super cofanetto da 80 euro contenente ogni bendidio per i fan, da dvd a remix, da spillette e poster a vecchi demo che la band è andata a recuperare proprio per la gioia dei fan. Solo tutto questo sarebbe bastato per gridare al miracolo, dopo 30 anni di carriera. Ci si poteva non aspettare un super disco, invece anche questa volta i Depeche Mode hanno fatto decisamente centro con un album già in vetta alla maggior parte delle classifiche mondiali, ritornando alle origini e allo stesso tempo guardando al futuro, ricalcando il loro stile unico ed inimitabile.
Un album pulsante, pulito nei suoni, omogeneo, molto maturo. Un album energico, elettronico, irresistibile. Ancora una volta diverso, coraggioso a cominciare dal primo singolo, Wrong: aggressivo, differente dai loro canoni, un pezzo che ripropone quattro volte la strofa, ripete più di sessanta volte la parola wrong, ma non presenta un ritornello. I Depeche Mode non si sono mai seduti sugli allori, mai. L’apertura dell’album, In Chains, ha uno tra i testi più classici che ci si possa aspettare dall’autore Martin Gore, e cresce di minuto in minuto, In Sympathy è molto forte, mentre Peace spiazza per la moltitudine di suoni analogici e l’ampia melodia. Jezebel rappresenta la ballata di Martin di questo album e Corrupt lo conclude nel migliore dei modi.
Spiccano anche le canzoni scritte da Dave Gahan che incessantemente migliora, album dopo album, il suo lato compositivo, con Hole to feed, Come back e Miles away/The truth is, tutte perfettamente all’altezza dell’album. Ma non finisce qui, perché il cofanetto contiene cinque bonus track che la band ha voluto regalare ai fan, dato che il loro livello non è affatto inferiore alle altre
canzoni: Light e Ghost sono stupende, ai livelli massimi dei Depeche Mode, mentre The sun and the moon and the stars, cantata da Martin, è quasi commovente. I Depeche Mode sono tornati, con tutti i suoni dell’universo.